Autore Topic: Il giallo all'italiana o spaghetti thriller - Parte 1/3: introduzione, anni '60  (Letto 8293 volte)

Offline Retinal Mist

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Il giallo all'italiana o spaghetti thriller
Parte 1/3: introduzione, anni '60


Premessa


Quella che segue è una piccola guida non esaustiva sul genere cinematografico del giallo all'italiana. Per i film citati ho tenuto conto di quelli generalmente nominati nelle guide specializzate come capisaldi (o degni di nota) per il genere e di giudizi e impressioni puramente personali :)
Non ho tenuto conto delle pellicole generalmente più horror (anche se degli stessi autori) e dei film che hanno sceneggiature non originali. E' una traccia, assolutamente integrabile, per fare un tuffo in un genere cinematografico che personalmente adoro e che offre molti spunti interessanti e piccole chicche.
Il giallo all'italiana è un tema abbastanza lungo (cosa che riguarda soprattutto gli anni '70) anche se ha avuto vita relativamente breve, ho diviso quindi il testo in 3 parti (tre topic diversi: anni '60, anni '70 e anni '80).
I film citati qui sotto e nelle altre parti sono consigliati per una visione (salvo dove specificato), anche se alcuni o molti di questi già sono ovviamente conosciuti da tutti voi.
Buona lettura... :)



Introduzione

Le espressioni "spaghetti thriller" e "giallo all'italiana" definiscono un genere cinematografico nato in Italia negli anni sessanta e che ha avuto nel decennio successivo il periodo di maggior splendore. Ha caratteristiche abbastanza diverse rispetto al genere "giallo" per come era conosciuto. Fino a quel momento, infatti, le pellicole del brivido erano rese più oniriche e surreali, molto spesso grazie all'aiuto di ambientazioni gotiche o in costume, creando una sorta di allontanamento emotivo tra lo spettatore e la narrazione che causava una non identificazione con i vari elementi della storia.
Nel giallo all'italiana le ambientazioni, e tutto quello che si muove dentro, diventano contemporanee e "reali". Cambia il modo di generare paura, che ora scaturisce e si diffonde in un contesto metropolitano e sociale, in cui l'assassino sbuca da dietro un angolo o tende l'agguato nel palazzo o nell'appartamento dove abitiamo: l'omicidio è materiale da cronaca nera e irrompe nel nostro immaginario quotidiano. Lo spettatore dunque è più coinvolto e si immedesima nei personaggi e nelle vicende del film, grazie anche alle inquadrature in soggettiva che amplificano l'emotività durante le scene clou e in particolare in quelle dei delitti.
Lo spaghetti thriller solitamente è frutto di sceneggiature originali e "made in Italy", e unisce temi, atmosfere e suspence tipiche dei gialli e degli horror, senza vergognarsi, a volte, di fare incursioni nello slasher e nel gore. Altra caratteristica comune è la musica piuttosto ossessiva, che nel corso degli anni ha avuto anche il contributo di interpreti illustri come Frizzi, Morricone e Simonetti.
Menzione d'obbligo anche per le nudità, ostentate soprattutto negli anni settanta. A incentivare questo aspetto c'è il fatto che i personaggi femminili (anche quelli di secondo piano) sono quasi sempre interpretati da donne piuttosto avvenenti, come Marisa Mell, Edwige Fenech, Stefania Sandrelli, Catherine Spaak, solo per citarne alcune.


Gli anni sessanta

Il primo spaghetti thriller della storia è "La ragazza che sapeva troppo" di Mario Bava. Il film, come molti altri che si sono succeduti, è ambientato a Roma e narra le vicende di un personaggio complicato e terrificante che semina, ovviamente, il panico in città. Esce nel 1963 e apre la strada a molti altri registi; alcuni di loro si cimentano nel genere soltanto per una volta nella loro intera carriera solo per seguire questa fonte di ispirazione.



Trailer de "La ragazza che sapeva troppo"
1963 La ragazza che sapeva troppo - Trailer


L'anno successivo esce "Sei donne per l'assassino", sempre di Mario Bava, film non apprezzato al botteghino al momento dell'uscita ma che risulterà essere fondamentale nella storia del giallo all'italiana. Prende vita lo stereotipo dell'assassino tipico del genere: la figura vestita con  impermeabile scuro, guanti e cappello. Il classico assassino senza volto, cliché che non annoia e che sarà pane per molte pellicole a venire.
La regia è notevole, con soggettive del killer, esecuzioni degli omicidi piuttosto forti e decisamente elaborate. Tra queste ce n'è una che è tra le più brutali e "riuscite" del genere.
La storia si svolge in un'ambientazione classica (un atelier di alta moda), popolata da personaggi ambigui che, naturalmente, hanno tutti qualcosa da nascondere; la caccia all'assassino è condotta dal classico ispettore di polizia. Niente di rivoluzionario. La trama però è densa di abili depistaggi e gioca sulla lunghezza di certe situazioni apparentemente insignificanti, rendendo complicato scoprire chi abbia commesso gli "efferati delitti".



Trailer di "Sei donne per l'assassino"
Sei Donne per l'Assassino (Trailer Italiano)


Mario Bava con questi due film è indubbiamente l'alfiere principale del genere negli anni sessanta, decennio che in generale offre poca qualità per il giallo all'italiana.

Un altro nome eccellente comunque c'è, ed è quello Lucio Fulci, che nel 1969 gira il suo primo giallo: "Una sull'altra". E' un bel thriller erotico, piuttosto spinto per l'epoca, con scene lesbo tra le splendide Marisa Mell e Elsa Martinelli, per le quali, appunto, il film subì pesanti censure.
E' strutturato sulla linea del giallo tradizionale ma senza scene particolarmente scioccanti, come quelle a cui Fulci ci abituerà invece negli anni successivi.
La sceneggiatura originale è scritta dal regista e da Roberto Gianviti, già collaboratori per diverse pellicole precedenti, ma molti critici a suo tempo scrissero (non a torto) che il film era ispirato a "La donna che visse due volte" di Alfred Hitchcock.



Trailer di "Una sull'altra"
Una Sull'Altra (Trailer Americano)


Umberto Lenzi
  nel 1969 è autore di una breve serie che per certi versi anticipa il sottogenere di thriller erotico che avrà ampio risalto nel decennio successivo: "Così dolce... così perversa" (non consigliato), "Orgasmo" e "Paranoia". "Orgasmo" uscì negli Stati Uniti con il titolo "Paranoia" (titolo poi utilizzato da Lenzi per il terzo film), in una versione più spinta in cui Carroll Baker, con cui il regista girerà molti altri gialli, appare completamente nuda.

   


Nel frattempo, sempre nel 1969, un giovane critico cinematografico che risponde al nome di Dario Argento, già sceneggiatore per alcuni film di Sergio Leone, sta partorendo il primo di una serie di capolavori che segneranno profondamente il genere: "L'uccello dalle piume di cristallo".



Altri spaghetti thriller degli anni '60 consigliati
- "La lama nel corpo", di Elio Scardamaglia (1964). Molto difficile da reperire, purtroppo. Risulta fuori catalogo anche su molti shop online.
- "L'assassino ha le mani pulite", di Vittorio Sindoni (1968)
Trailer de "L'assassino ha le mani pulite"
L'Assassino ha le Mani Pulite - Omicidio per Vocazione (Trailer Italiano)



Lista non esaustiva dei gialli all'italiana anni '60
- La ragazza che sapeva troppo (1963), di Mario Bava
- Sei donne per l'assassino (1964), di Mario Bava 
- La lama nel corpo (1964), di Elio Scardamaglia
- La morte ha fatto l'uovo (1967), di Giulio Questi
- L'assassino ha le mani pulite (1968), di Vittorio Sindoni
- La morte non ha sesso (1968), di Massimo Dallamano
- Nude... si muore (1968), di Antonio Margheriti
- A doppia faccia (1969), di Riccardo Freda
- Una sull'altra (1969), di Lucio Fulci


Riferimenti cronologici e storici
- International Movie DataBase
- MyMovies
- Wikipedia
- Il Davinotti



Gli anni settanta

Gli anni ottanta







« Ultima modifica: Febbraio 29, 2012, 12:56:20 pm da Retinal Mist »
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Offline man-o-war

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Uao!
Ammazza che lavoro, Retinal! Braverrimo!
Leggendo i titoli mi son accorto che conosco solo "sei donne per l'assassino" e "una sull'altra"..anche se ora ho il dubbio se la versione che vidi io era quella censurata normalmente o ancora più tagliata per le repliche in  televisione.

Spesso i due tipi di pellicole, thriller e horror, avevano punti in comune, il senso di oppressione, di sconosciuto timore che dietro l'angolo si celasse qualcuno, in queste pellicole è più che amplificato perché dall'angolo arriva sì qualcosa, ed è letale per il protagonista e per lo spettatore, che si immedesima tanto da rimanere prigioniero della pellicola. E' il caso di "sei donne per l'assassino"...e m'è tornata voglia di vederlo! Grazie!

Ovviamente mettere carne giovane sullo schermo era un must all'epoca, rivedere quelle pellicole è sempre un piacere..

Offline dampyr_D

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molto molto interessante

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Offline Friedrich Pictura

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Si, molto interessante!!! Soprattutto per chi non conosce il genere :P al contrario di te io ho sempre divorato proprio quel genere di film che citavi all'inizio..ambientazioni, gotiche, castelli..e un ineccepibile Vincent Price in vestaglia affetto dalle più curiose malattie e paranoie! Ho sempre apprezzato la teatralità dei primi film horror, a volte portata all'eccesso....con il risultato che si', ci si allontanava totalmente dalla realta per avvicinarsi a volte anche alla fantascienza (come in "L'esperimento del Dottor K" sempre con Price dove l'horror si combina ad elementi di pura immaginazione futuristica a tratti surreale). Indubbiamente i film che hai citato hanno molti più aspetti su cui riflettere (tipo le musiche e gli aspetti psicologici) proprio perché calati in una dimensione reale e sociale che tiene conto di veramente tanti aspetti!! E poi che meraviglia di sintesi visiva. l'assassino in impermeabile....e il guanto nero. Ai tempi eravamo eccelsi nell'esportare gli stereotipi.....oggi...be'!  :o Aspetto con ansia il seguitoooo, well done!!!!  ;)

Offline Retinal Mist

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Spesso i due tipi di pellicole, thriller e horror, avevano punti in comune, il senso di oppressione, di sconosciuto timore che dietro l'angolo si celasse qualcuno, in queste pellicole è più che amplificato perché dall'angolo arriva sì qualcosa, ed è letale per il protagonista e per lo spettatore, che si immedesima tanto da rimanere prigioniero della pellicola. E' il caso di "sei donne per l'assassino"...e m'è tornata voglia di vederlo! Grazie!

Ovviamente mettere carne giovane sullo schermo era un must all'epoca, rivedere quelle pellicole è sempre un piacere..

"Sei donne per l'assassino" è uno dei miei preferiti :)
e sì, la carne giovane andava per la maggiore a quei tempi :D...

Si, molto interessante!!! Soprattutto per chi non conosce il genere :P al contrario di te io ho sempre divorato proprio quel genere di film che citavi all'inizio..ambientazioni, gotiche, castelli..e un ineccepibile Vincent Price in vestaglia affetto dalle più curiose malattie e paranoie! Ho sempre apprezzato la teatralità dei primi film horror, a volte portata all'eccesso....con il risultato che si', ci si allontanava totalmente dalla realta per avvicinarsi a volte anche alla fantascienza (come in "L'esperimento del Dottor K" sempre con Price dove l'horror si combina ad elementi di pura immaginazione futuristica a tratti surreale). Indubbiamente i film che hai citato hanno molti più aspetti su cui riflettere (tipo le musiche e gli aspetti psicologici) proprio perché calati in una dimensione reale e sociale che tiene conto di veramente tanti aspetti!! E poi che meraviglia di sintesi visiva. l'assassino in impermeabile....e il guanto nero. Ai tempi eravamo eccelsi nell'esportare gli stereotipi.....oggi...be'!  :o Aspetto con ansia il seguitoooo, well done!!!!  ;)

no no, anche io apprezzo i film precedenti e ne ho visti diversi, non ho detto di no... anzi  :) :) :)
è proprio per questo che ne apprezzo il "confronto" con il giallo all'italiana e la differenza di trasmettere la paura che hanno.
e amo i film con Price...


grazie :)


« Ultima modifica: Gennaio 29, 2012, 12:49:25 pm da Retinal Mist »
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Offline neoben

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Questo è quello che si chiama MEGA POST  ;D
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Offline dampyr_D

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Offline Virginia

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Ciao Retinal, molto interessante questo tuo escursus. Volevo farti una domanda, forse un pò stupida. Siccome sto facendo una tesi sul thriller italiano, che spesso va di pari passo con l'horror durante gli anni del suo maggior successo( quindi quelli che te prendi in consideraizone, Sessanta,Settanta e Ottanta) volevo sapere se secondo te il primo "vero" thriller-horror non possa essere considerato "I Vampiri" di Riccardo Freda, del 1957. Magari anche come pioniere.. ciao,grazie!

Offline Retinal Mist

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Ciao Retinal, molto interessante questo tuo escursus. Volevo farti una domanda, forse un pò stupida. Siccome sto facendo una tesi sul thriller italiano, che spesso va di pari passo con l'horror durante gli anni del suo maggior successo( quindi quelli che te prendi in consideraizone, Sessanta,Settanta e Ottanta) volevo sapere se secondo te il primo "vero" thriller-horror non possa essere considerato "I Vampiri" di Riccardo Freda, del 1957. Magari anche come pioniere.. ciao,grazie!

ciao Virginia (benvenuta), figurati, non è una domanda stupida.
del sottogenere thriller-horror direi che "I Vampiri" di Freda possa esserne effettivamente considerato il pioniere. controllando anche in giro per fare questo breve percorso, non avevo trovato niente di precedente. Però magari fai ricerche ulteriori...
Io qui ho tenuto conto solo delle pellicole più strettamente "gialle", sono quelle che mi appassionano di più.
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Offline Virginia

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Ciao Retinal, molto interessante questo tuo escursus. Volevo farti una domanda, forse un pò stupida. Siccome sto facendo una tesi sul thriller italiano, che spesso va di pari passo con l'horror durante gli anni del suo maggior successo( quindi quelli che te prendi in consideraizone, Sessanta,Settanta e Ottanta) volevo sapere se secondo te il primo "vero" thriller-horror non possa essere considerato "I Vampiri" di Riccardo Freda, del 1957. Magari anche come pioniere.. ciao,grazie!

ciao Virginia (benvenuta), figurati, non è una domanda stupida.
del sottogenere thriller-horror direi che "I Vampiri" di Freda possa esserne effettivamente considerato il pioniere. controllando anche in giro per fare questo breve percorso, non avevo trovato niente di precedente. Però magari fai ricerche ulteriori...
Io qui ho tenuto conto solo delle pellicole più strettamente "gialle", sono quelle che mi appassionano di più.

Ciao a tutti e grazie a te per la risposta. "Scientificamente" hai ragione tu, il primo giallo è quello di Bava. Però, sempre osservando lo snodarsi della storia di questo genere, ti chiederei la stessa cosa anche per "La maschera del demonio" di Mario Bava, quasi contemporaneo a quello di Freda (è del '60 mi pare). Visto quanto il thriller deve tanto alle contaminazioni degli altri generi (e milioni di sottogeneri), ti chiedo appunto se merita citare questi film in questo contesto, che magari non è proriamente il loro (visto che sono più horror che thriller) però sono serviti molto ai futuri gialli, appunto, sia nei temi (per esempio quello della donna) sia per il fatto che poi i confini non sono così netti come si possa pensare per cui, visto le novità che hanno portato, forse meriterebbero di essere inseriti anche in una storia del giallo - thriller.
Perdona gli appunti in questo "filosofeggiare" sul tema un pò gratuito forse, però siccome ci sto lavorando sopra, mi incuriosisce cercare di capire un po' di più quanto e cosa meriti citare per delinerare in maniera breve ma efficace una storia di questo genere italiano.

Offline Retinal Mist

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come ho detto in prefazione io ho fatto una scrematura a priori, non tenendo conto dei vari sottogeneri, soprattutto quelli che hanno contenuti eccessivamente surreali.
E' chiaro che se allarghiamo il campo la lista dei film si estende in modo considerevole e cronologicamente spuntano alcune pellicole che sono precedenti a "La ragazza che sapeva troppo".
e soprattutto ne spuntano numerose negli anni successivi, ovviamente dovremmo inserire anche "Suspiria", "Phenomena" e "Inferno" (solo per citare Argento) per esempio.
dipende dal lavoro che devi fare... :)

« Ultima modifica: Maggio 15, 2012, 11:12:41 am da Retinal Mist »
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Offline dampyr_D

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