Autore Topic: Colette Saint Yves, il puzzle dei sogni  (Letto 4063 volte)

Offline Pherdy Jay

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Colette Saint Yves, il puzzle dei sogni
« il: Febbraio 13, 2013, 18:39:21 pm »
Colette Saint Yves (pseudonimo di Hortense Lagrange) nasce in Francia il 24 Luglio 1987 e attualmente frequenta un master in cinema all'università di Lille, uno dei centri di studio più prestigiosi del paese. L'interesse per l'arte figurativa coniugato con l'immaginario cinematografico di cui si nutre quotidianamente, spinge la giovane Hortense a dedicarsi alla fotografia e all'illustrazione grafica, unendo nei suoi lavori suggestioni oniriche, figure topiche dell'immaginario filmico e oscure fascinazioni. Decide di non firmarsi col suo nome di battesimo, scegliendo per tanto uno pseudonimo derivante dal "collage" di Sidonie-Gabrielle Colette (scrittrice che la ispirò nell'infanzia), Ruth Saint Denis (ballerina e coreografa statunitense) e Yves, nome trovato quasi per caso su internet.
Colette Saint Yves muove i primi passi scegliendo come trampolino di lancio il medium fotografico, attraverso il quale decide di raccontare e rappresentare le proprie storie e i propri sogni. La sua fotografia vive di riferimenti al cinema delle origini, del periodo classico e del periodo divistico, avendo le sue radici nell'opera dei maestri della fotografia quali Alfred Cheney Johnston, Edward Steichen, William H. Mortensen, František Drtikol, Cecil Beaton. Non c'è tuttavia solo il passato nelle suggestioni dell'artista: nei suoi lavori trovano spazio anche ammiccamenti alla contemporaneità e al presente, guardando alle opere di autori come Julien Duvivier, Nino Oxilia ou Guy Maddin, Philippe Garrel, Jeunet & Caro o David Lynch.
Nelle sue serie fotografiche (come L'Éden o Les enfants de Méliès) l'artista racconta un mondo arcadico, primitivo in cui le forze della natura agiscono empaticamente con i sentimenti umani, mentre i suoi abitanti sono come intrappolati in un sonno uterino, fragile e incantato, colmo di speranza. I suoi soggetti sono spesso donne e bambini immersi nella natura, persi in un limbo fatato como di armonia e al tempo stesso evocativo e lunare. In queste serie Colette si diverte a mescolare un gusto bucolico con un'estetica quasi wiccan, fatta di veli e lunghe tuniche.
La tecnica che, tuttavia, maggiormente la ispira e che con più assiduità frequenta, è quella del collage, l'arte di creare un'unica opera unendo, per sovrapposizione, differenti materiali come carte, fotografie, oggetti, ritagli di giornale o di rivista, assai frequentata dagli artisti delle avanguardie storiche, quali cubisti (Picasso, Braque), espressionisti (Grosz, Heartfield), futuristi (Carrà, Marinetti), surrealisti e dadaisti (Ball, Ernst). Attraverso questa modalità creativa e ispirandosi ai lavori degli artisti surrealisti (specialmente Max Ernst, Paul Nougé e René Magritte e Joseph Cornell) Colette Saint Yves rimescola la mitologia cinematografica, fotografica e della moda, coniugandola con l'estetica degli anni '20, '30 e '40, componendo opere-puzzle di gusto fortemente dadaista, dall'impatto visivo ed emotivo straordinario. Il collage nelle sue opere agisce come agisce il montaggio cinematografico: accosta diversi momenti, diversi immaginari, diversi frammenti creando un unico presente creativo in cui agisce la meraviglia della contemplazione al presente.
Nella sua iconografia visiva l'artista francese unisce volti del cinema, ballerine dei cafè chantant, fotografie d'epoca e vagheggiamenti onirici, trasportandoli in una dimensione di surrealtà attraversata da un forte senso di nostalgia verso un'epoca o un frammento temporale andato ormai perduto. L'uso del bianco e nero in questo senso partecipa attivamente alla composizione dei suoi collages tableaux: "(..) le noir et blanc m’ont toujours attiré, il a quelque chose de plus intense, je trouve. Mais c’est vrai que je suis assez nostalgique, enfin je parle pour les films surtout et en général quand j’ai une idée de photo c’est le noir et blanc qui me vient à l’esprit. Peut-être que ça a un rapport avec les premiers films que j’ai vu enfant.." 
Nelle sue opere rivivono i volti di Louise Brooks, Theda Bara, Lillian Gish, Musidora, Humphrey Bogart, le modelle dei maestri della fotografia, le suggestioni dei cataloghi di fashion e design e le atmosfere del cinema degli inizi e di Meliès, quando ancora si poteva chiamare linguaggio dei sogni e delle attrazioni.


"Elle aime la colle, ses images découpées et possède une paire de ciseaux préférée. Elle déteste quand la colle est sèche, quand elle déchire malencontreusement une image et quand sa paire de ciseaux préférée ne coupe plus."
[Isabelle Laydier]




// Dents [2010]



// Collage con lingerie [2010]



// Les somnambules [2011]



// Cranach helps my grief [2012]



// Collage [2012]



// Collage [2010]



// Salomé et Saint Jean-Baptiste [2011]



// L'Éden [2011]



// Polaroid et collage [2008]



// Autoritratto O. [2008]



http://cargocollective.com/ColetteSaintYves

http://www.flickr.com/photos/colettestyves/
"Guardami dall'alto e vedrai in me un pazzo. Guardami dal basso e vedrai in me un dio. Guardami dritto negli occhi e vedrai te stesso."
[Charles Manson]

Offline dampyr_D

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Re:Colette Saint Yves, il puzzle dei sogni
« Risposta #1 il: Febbraio 13, 2013, 21:04:10 pm »
molto particolare :D

 :good:
In God We Trust In Car We Rust

Credo però che l' avvento dei vari Facebook, Myspace, Twitter etc. abbia cambiato tutto.
Meglio, a mio avviso, per chi vuole stare veramente su un Forum, perchè almeno ci si leva di culo tutti (o quasi) gli egocentrici ed i narcisisti (cit Gianni Bukowsky)

Offline Retinal Mist

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Re:Colette Saint Yves, il puzzle dei sogni
« Risposta #2 il: Febbraio 13, 2013, 22:51:34 pm »
fantastica, grazie Fernando per il contributo :)
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Offline Egodrom Dj

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Re:Colette Saint Yves, il puzzle dei sogni
« Risposta #3 il: Febbraio 14, 2013, 07:20:41 am »
grazie! bellissimo contributo
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Offline Pris

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Re:Colette Saint Yves, il puzzle dei sogni
« Risposta #4 il: Febbraio 21, 2013, 07:56:40 am »

Uhh mi piace! Negli ultimi anni questo gusto sta impazzando in ogni dove, ma ancora non mi ha stancato per nulla ;)
Grazie mille per la segnalazione!! :)
"...ma se mi tagliano la testa, sono io e la mia testa o io e il mio corpo? E che diritto ha la mia testa di chiamarsi Io?"
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"In questa immagine ci sono ben 47 persone. Nessuna di loro è visibile."

Offline man-o-war

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Re:Colette Saint Yves, il puzzle dei sogni
« Risposta #5 il: Febbraio 21, 2013, 21:45:25 pm »
Bellissimi i collage, ora vado ad approfondire!  :)