Autore Topic: Stanley Kubrick fotografo + Geishe e Samurai @ Palazzo Ducale (GE)  (Letto 2962 volte)

Offline dampyr_D

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ho scoperto purtroppo troppo tardi di questa bellissima mostra (tra l'altro con 14€ è inclusa anche una seconda mostra che è Geishe e Samurai... http://www.giapponegenova.it/ )



Citazione
La mostra documenta un aspetto poco conosciuto nella carriera del grande regista statunitense quando, nel 1945, a soli 17 anni venne assunto come fotoreporter dalla rivista americana Look.

Dal 1 maggio al 25 agosto 2013, Palazzo Ducale di Genova ospita la nuova grande mostra dedicata alla breve ma straordinaria carriera di fotografo di Stanley Kubrick.
L'esposizione, ideata da GAmm Giunti, curata da Michel Draguet, presentata lo scorso anno in prima mondiale nella prestigiosa sede dei Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique a Bruxelles, è coprodotta da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e da Giunti Arte Mostre Musei, in collaborazione con il Museum of the City of New York - che custodisce un patrimonio ancora in parte sconosciuto di oltre 20.000 negativi di Stanley Kubrick.

La rassegna testimonierà; la capacità; di Kubrick di documentare la vita quotidiana dell'America dell'immediato dopoguerra, attraverso le inquadrature fulminanti e ironiche nella New York che si apprestava a diventare la nuova capitale mondiale, o l'epopea dei musicisti dixieland o degli artisti circensi.
La mostra propone 160 fotografie appositamente tirate con stampa al bromuro d'argento dai negativi originali conservati nella Look Magazine Collection del Museo della città; di New York, realizzate da Stanley Kubrick dal 1945 al 1950 quando, a soli 17 anni, venne assunto dalla rivista americana Look.

Stanley Kubrick, il geniale regista al quale si devono alcuni capolavori del cinema mondiale, fu anche un eccellente fotografo. Approda infatti come collaboratore alla rivista Look, fra i più diffusi mensili dell'epoca, grazie a una fotografia che ritrae un edicolante a New York il giorno della morte del presidente Roosevelt e dopo pochi mesi, appena diciottenne, ne diventa uno dei fotoreporter di punta.

Il percorso espositivo, organizzato in sezioni tematiche, si svolgerà; attraverso alcune delle storie che l'occhio dell'obiettivo di Kubrick ha immortalato.
Ad aprirlo sarà la photo-story ispirata da Mickey, un ragazzino di dodici anni che lavora come lustrascarpe nel quartiere di Brooklyn, accompagnata da altre serie dedicate alla 'sua' città;, una New York talvolta notturna, come nelle figure dei viaggiatori della metropolitana, o quotidiana come nelle immagini colte per strada.
Nell'opera fotografica di Kubrick, New York rappresenta la metafora dell'intero mondo occidentale, un osservatorio privilegiato per riflettere sulle forme di vita di una società; in piena evoluzione, come nella serie in parte inedita di Life and Love on the New York Subway pubblicata nel 1947, o negli scatti effettuati nella sala di aspetto di un dentista, luogo di incontri casuali e avvincenti.
Una sezione raccoglie una scelta di ritratti che affrontano l'universo del 'più grande spettacolo del mondo' con una strepitosa serie di immagini dietro le quinte del circo, l'avventura delle prime star della televisione, e l'epopea del pugilato, che cronologicamente fa da ponte fra la carriera di fotografo e l'inizio di quella di regista.
Infatti, tra il 1949 e il 1950 realizzò due servizi che raccontano la vita del pugile Rocky Graziano e quella del peso medio Walter Cartier; pochi mesi dopo gira Day of the Fight (1951), il suo primo film della durata di sedici minuti, nel quale racconta la giornata che precede l'incontro di boxe tra lo stesso Cartier e Bobby James dell'aprile 1950.
Josef von Stroheim dopo avere visto il suo primo lungometraggio Il bacio dell'assassino, di poco successivo, disse di lui che "quando un regista muore diventa fotografo. Forse Il bacio dell'assassino sarà la prova che quando un regista nasce non è detto che muoia un fotografo".
Accompagna la mostra un catalogo GAmm Giunti.












Citazione
Una mostra per esplorare il Giappone e l’idea dell’uomo e della donna, sia nell’immaginario occidentale dell’Ottocento, che nelle reali condizioni socio-culturali del tempo. 125 stampe fotografiche originali realizzate dai grandi interpreti giapponesi ed europei di quest’arte, agli albori della storia della fotografia, fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento .

L’iniziativa genovese offre l’occasione di di approfondire un momento della fotografia nipponica passato sotto il nome di Scuola di Yokohama, caratterizzato dall’unione tra la fotografia, la forma artistica più d’avanguardia di quel tempo, con la tradizione delle grafiche giapponesi: una sinergia che ha portato alla realizzazione di stampe fotografiche su carta all’albumina delicatamente colorate singolarmente a mano da raffinati artigiani.

Uno stile fortemente riconoscibile, senza eguali nel mondo per la qualità dell’interazione fra la stampa all’albumina, la raffinatezza della ricerca fotografica e la finissima colorazione che, in alcuni casi, produce un risultato finale vicino a quello delle moderne fotografie a colori.

A realizzare tali capolavori furono artisti europei e giapponesi che risposero, innanzi tutto, al bisogno dei viaggiatori occidentali di portare con sé il ricordo di un paese che appariva loro per molti versi straordinario, nel momento irripetibile in cui la modernizzazione forzata dell’epoca Meiji (1868-1912) trasformava, a vista d’occhio, un mondo sostanzialmente medievale in una moderna nazione industriale.

Grazie all’affermazione delle moderne tecniche di stampa, le stesse fotografie che assortivano gli album-souvenir di tali viaggiatori, furono utilizzate per alcuni decenni anche per illustrare una ricca pubblicistica fatta di guide, di resoconti di viaggio e, soprattutto, di descrizioni della vita quotidiana e dei costumi di un mondo che appariva all’Occidente come la quintessenza di un Oriente medievale, educato ed elegante, arrivato miracolosamente intatto alla soglie della civiltà industriale.

Il percorso espositivo segue un itinerario tematico, diviso in sette sezioni, intervallato da tre piccole aree che presentano otto preziosi album-souvenir. Il viaggio inizia con la scoperta del contesto paesaggistico e culturale in cui è costruita l’idea di ineffabile perfezione, per scoprire poi i protagonisti di questo universo. Uomini e bambini ritratti nella vita quotidiana (l’universo maschile), donne impegnate nelle attività domestiche e di tutti i giorni (l’armonia del quotidiano); ma anche ritratti dei diversi operatori del sacro durante le cerimonie (il tempo del rito e della festa).

E ancora quel modello idealizzato di bellezza femminile asiatica, (la bellezza sublime) destinato a durare a lungo nel tempo; così come gli eroi dell’ultraesotico, i personaggi tipici della cultura giapponese del tempo (sàmurai, kendoka, lottatori di sumo, tatuati), affiancati da venti rare carte da visita che ritraggono attori del teatro kabuki. Per finire con le città senza notte, sul tema e sulla realtà storica delle donne di piacere.










1 maggio - 25 agosto 2013
Palazzo Ducale, Sottoporticato

orario:
martedì-domenica 10-19
la biglietteria chiude alle 18

ingresso:
- biglietto, compresa l'audioguida: intero € 10, ridotto € 8, gruppi € 7, scuole € 4
- biglietto congiunto con Geishe e Samurai: € 14

informazioni e prenotazioni:
biglietteria Palazzo Ducale Tel. 0105574065

catalogo: GAmm Giunti

www.mostrakubrick.it
« Ultima modifica: Luglio 14, 2013, 21:02:51 pm da dampyr_D »
In God We Trust In Car We Rust

Credo però che l' avvento dei vari Facebook, Myspace, Twitter etc. abbia cambiato tutto.
Meglio, a mio avviso, per chi vuole stare veramente su un Forum, perchè almeno ci si leva di culo tutti (o quasi) gli egocentrici ed i narcisisti (cit Gianni Bukowsky)

Offline Akumasama

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Re:Stanley Kubrick fotografo + Geishe e Samurai @ Palazzo Ducale (GE)
« Risposta #1 il: Luglio 15, 2013, 08:46:09 am »
Senza nulla togliere al Maestro Kubrick, sono più interessato alla mostra di Geishe e Samurai! Un po' in culo ai lupi però, peccato :(